Progetto SATURN

Il Progetto SATURN ("Strutture Antistrascico per la TUtela e il Ripristino Naturale nell’Area Marina Protetta “Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre”) è implementato dalla Fondazione MEDSEA e dal Flag Pescando, in collaborazione con l'Area Marina Protetta Sinis e il Comune di Cabras, ed è finanziato dal Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (PO FEAMP) 2014/2020 – Priorità 1, Misura 1.40, par. 1 lett. b “Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibili - Costruzione, installazione o ammodernamento di elementi fissi o mobili destinati a proteggere e potenziare la fauna e la flora marine, comprese la loro preparazione e valutazione scientifiche” - Anno 2018.

Il progetto nasce dall’esigenza dei pescatori della piccola pesca costiera che lavorano all’interno dell’AMP “Penisola del Sinis – Isola Mal di Ventre” di proteggere importanti habitat naturali, come le praterie di Posidonia oceanica, dalla pesca a strascico esercitata illegalmente, attraverso il posizionamento di barriere artificiali.

Le barriere artificiali di protezione rappresentano semplici ostacoli meccanici che prevengono il traino illegale delle reti a strascico, evitando così la distruzione di interi areali caratterizzati da habitat molto importanti come le praterie di Posidonia oceanica e favorendo la riproduzione della fauna marina, nonché l’incremento della biomassa degli stock ittici pescabili in mare aperto. Tali strutture consentono inoltre di attenuare il conflitto, ormai intenso in parecchie zone costiere, tra gli operatori della piccola pesca e quelli della pesca a strascico, distanziando le rispettive aree di pesca.

Dalle esperienze di analoghi progetti realizzati tra il 2005 e il 2016 è emerso che l’impiego di dissuasori, posti in opera sul fondale marino, oltre ad impedire fisicamente l’attività di pesca a strascico illegale, favoriscono:

  • la creazione di catene trofiche stabili e durature;
  • l’incremento della produzione di pesca;
  • la protezione e la rinaturalizzazione di areali altamente compromessi favorendo in particolar modo il ripristino dei posidonieti.

Pertanto la posa di dissuasori rientra tra le azioni in grado di favorire la protezione di areali altamente compromessi, oltre a garantire le fasi riproduttive e quindi di sopravvivenza di numerose specie attraverso:

  • sviluppo di catene trofiche stabili e durature;
  • attecchimento di uova di specie bentoniche;
  • aumento della sopravvivenza larvale giovanile;
  • conseguente diffusione dei giovanili nelle aree limitrofe.

La mancata gestione della pesca, praticata oggigiorno a ritmi non compatibili con la consistenza biologica degli stock naturali, ma soprattutto con sistemi di pesca come la pesca a strascico in aree non consentite, potrebbe avere ripercussioni ancora più pesanti su tutto
il comparto della pesca con una significativa riduzione della produttività dell’intero compartimento.

Obiettivi del Progetto:

  • protezione e il ripristino delle condizioni naturali degli habitat minacciati dalla pesca a strascico praticata illegalmente, quali le praterie di Posidonia oceanica e il coralligeno, all’interno dell’Area Marina Protetta “Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre” attraverso la posa in opera di dissuasori in prossimità delle zone più a rischio e comunque entro il limite delle tre miglia di distanza dalla linea di costa (vedasi documentazione tecnica allegata).

  • La sensibilizzazione della popolazione sulla tematica della pesca illegale, una delle principali cause dello stato di sofferenza generale degli stock ittici e dei danni agli ecosistemi;

  • la promozione dello sviluppo sostenibile dell’area, attraverso la valorizzazione e “protezione” della piccola pesca e della piccola pesca artigianale, come strumento di sostentamento economico e mantenimento delle tradizioni e della cultura locale.